sabato 25 dicembre 2010
UN NUOVO LINGUAGGIO CRISTIANO
Io credo veramente che il Cristianesimo abbia bisogno di un linguaggio diverso da quello che siamo stati abituati a sentire. Nelle societa' moderne la penetrazione dei fenomeni naturali attraverso la scienza, pur non avendone questa rivelato la quintessenza, ha generato disincanto, scetticismo verso il racconto del mito, verso la drammatizzazione di eventi che a fatica si possono collocare e raccontare storicamente. E' tempo di un nuovo racconto, piu' maturo, piu' aderente allo stato attuale. La Divinita' di Gesu' ? E chi o che cosa non è Divino?, Come si fa a pensare che possa esistere qualcosa , da un granello di sabbia ad un filo d'erba, ad un'ameba ad un uomo, quindi anche a Gesu' che non sia frutto di un ordine divino, cioè un ordine superiore di cui ci sfugge alla maggior parte di noi il senso. Al limite la coscienza di essere divino appartiene a pochi eletti, fra cui certamente Gesu' . Insomma il percorso è al contrario: tutto l'esistente è divino e solo pochi elementi ne hanno coscienza. Gesù è stato un uomo normale che è crescuito e maturato come tanti uomini ed in piu' ha colto più di ogni altro il rapporto fra l'uomo e l'ordine Universale Divino. Ha indicato la strada da seguire che guarda in alto, è stato ed è tuttora come un accelleratore di reazioni chimiche, un enzima che avendo colto il senso delle cose ha sentito il dovere di trasmetterlo attraverso la predicazione. Non ha neanche scritto nulla tanto era certo che le sue parole erano giuste e sarebbero rimaste nei secoli. Era talmente convinto di essere nel giusto che ha sopportato anche la crocifissione, alla quale non poteva sfuggire perchè era il solo modo per salvarsi. Non solo conquista la verità, ma si rende conto che attraverso la Passione poteva cambiare il destino dell'Umanita'. Lui sapeva che la morte non esiste, che nulla muore definitivamente, sapeva che non poteva tornare indietro, era arrivato al confine dell'esistenza terrena, poteva solamente squarciare il Sacro Velo dell' Oltretomba e doveva farlo in piena coscienza. La Sua decisione, probabilmente Unica nella storia degli uomini è stata fondamentale per il resto della storia, ma non aveva scelta. Non è corretto misurarla con il nostro metro di povere deboli creature, che cediamo per un pugno di soldi, per un'esaltazione erotica, per una passione sportiva. Ma questo perchè non abbiamo da offrire alla nostra volonta' nessuna verità fondamentale in contropartita. A noi ci sembra assurdo sacrificarsi su una croce, ma a Lui no, perchè ne conosceva l'esito.
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