domenica 27 febbraio 2011

poesia

FOLLIA

Non ti capisco.
Ma come faccio a parlarti?
Questa nebbia è troppo spessa
per distinguere nel vuoto dei tuoi gesti
una forma e il suo senso.
Parole che cadono sul marmo
ad una ad una e invano
ne risollevo alcune.
Dove hai lasciato la luce dei tuoi occhi?
Se lo sapessi correrei a riprenderla
fino a farmi scoppiare il petto.
Sara' nell'abisso del cuore
dove dimora il segreto del mondo.

de gustibus....

"Non è bello ciò che bello ma è bello ció che piace" Questa affermazione mi ha sempre generato un certo fastidio in quanto mette sullo stesso piano valori alquanto differenti e genera confusione. Mi riferisco al fatto che chiunque esprima un parere sull'arte debba essere rispettato a prescindere, tanto che non se ne debba neanche discutere. Francamente mi sembra un modo di pensare abbastanza grossolano. Dire che la capacità di interpretare l'arte non ha valenza in quanto la sola cosa che conta è il gusto personale, significa mettere sullo stesso piano Mozart e Casadei, o  Ray Charles con Gigi d'alessio. È proprio nel disputare di gusti che ci si accorge dell'autorità di una critica, e del valore di un artista. La frase "de gustibus non disputandum est"  penso possa aver senso solo in una accezione che prevede una diversità di peso culturale fra due posizioni critiche molto grande, talchè non è possibile la disputa per carenza di codici comunicativi e quindi di capacità recettiva  di uno dei due contendenti. Nell'esprimere un giudizio inerente l' arte si manifesta spesso il livello di maturità e di raffinatezza dell'animo umano. Ognuno esprime quello che può esprimere, fin dove arriva il suo grado di discernimento del " bello". La bellezza, attributo necessariamente divino, per essere compresa a pieno ha bisogno dello stesso percorso dell'ascesi spirituale, è una luce che abbaglia confonde e illude le menti deboli, è rispettata e ricercata da quelle intelligenti ed infine goduta da pochi fortunati. Insomma è bello ciò che è bello, non ciò che piace. 

mercoledì 23 febbraio 2011

NON DISTURBIAMO IL MANOVRATORE

Berlusconi ha detto che non lo lasciano governare tutti fastidiosi  passaggi che si fanno per promulgare le leggi. Lui, che era abituato a comandare, ha troppi lacciuoli, poverino! Ma questa opposizione che rompe le scatole, che gli modifica le leggi con commissioni, emendamenti e quant'altro...ma per la miseria! Perchè non gli diamo carta bianca? Specialmente con quelle leggi che impediscono i suoi processi, che guarda caso sono quelle che trovano piu' ostacoli in parlamento, ed anche addirittura da parte della Magistratura ! E che sono quelle di cui fondamentalmente si sta occupando il governo. Ma possibile che non si capisce che a lui dell'Italia non gliene frega nulla e che è solo preoccupato di creare le condizioni per non andare in gattabuia?  Caro Premier, bisogna che ti entri in testa che governare l'Italia non è come comandare a Mediaset. Ma come, lo hai imparato adesso che il Primo Ministro non puo' fare quel cavolo che vuole? Non lo sapevi? Ma si che lo sapevi, solo che speravi di modificare le cose per evitare i tuoi processi. La Costituzione si puo' cambiare, ma non per salvaguardare il Premier ed i suoi scagnozzi, ma per migliorare le condizioni della Nazione. Non ce la farai, perchè, se è vero che molta gente ti segue, ce n'è altrettanta che ha capito e che prima o poi ti verra' a prendere come stanno facendo col tuo amico libico e come hanno fatto con lo zio della tua Ruby.

sabato 19 febbraio 2011

ROSY e NICHI

Sembra che Vendola abbia chiarito la sua proposta per la Bindi Premier. Essendo stato accusato di avere ambizioni personali, ha fatto un passo indietro, nell'ottica di un governo di coalizione a tempo limitato. Giusto per creare quelle condizioni che garantiscano le basi per una nuova piattaforma governativa, come per esempio una nuova legge elettorale. La Bindi sarebbe, secondo lui, un personaggio in grado di mettere d'accordo.
http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/nessun-passo-indietro.html

venerdì 18 febbraio 2011

san remo

La serata di ieri sera ha emozionato per un motivo fondamentale. Benigni è riuscito come nessun altro potrebbe, a farci vedere il Risorgimento. Vi ricordate alle elementari, alle medie alle superiori? Ma quale libro, quale insegnante, è riuscito a darci le emozioni patriottiche che in meno di un'ora ieri sera, quel giullare coltissimo ci ha regalato? Io non sono un nazionalista, anzi, mi considero piu' figlio del mondo che dell'Italia, ma cio' non vuol dire che il marchio che mi porto addosso non lo gradisca. Anzi, dopo aver avuto esperienze con altri paesi ho potuto rivalutare la nostra Italia, e sono convinto che la fabbrica italiana è di prima qualita', a prescindere dai pezzi difettosi. Sentire " Addio mia bella addio" in quel teatro con quell'orchestra ed arrangiata musicalmente con tanto garbo e perchè no cantata anche bene, mi ha emozionato visivamente, mentre gli altri adattamenti non hanno reso giustizia a brani come "il cielo in un stanza" con quell'improbabile swing e "mille lire al mese" , dove Patti Pravo era fuori misura. Albano con "va pensiero" aveva una bomba in mano e non l'ha fatta esplodere, limitandosi a fare un coretto non coerente e senza punte di pregio. Buone le intenzioni della Oxa per "o sole mio" ma ha strafatto, fuori misura anche lei, la Tatangelo senza infamia e senza lode, come il cantante dialettale con "viva l'Italia" di De Gregori. Di classe Battiato. Morandi è buono e bravo, ma non è un presentatore e si vede. Bellissime le parole di Mogol sul pezzo di  Gianni Bella che ha cantato emozionato. Delle due ragazze, Belen ha una, forse anche due marce in piu' dell'altra. Bravissimi i due ragazzi. Per me dovrebbe vincere Vecchioni, il testo è indubbiamente una bella poesia.

LA BINDI PREMIER?

La proposta di Vendola per la Bindi candidata premier dovrebbe essere spiegata, mi ha spiazzato. Qua Vendola la deve spiegare meglio la strategia. La Rosy per me appartiene ancora al vecchio modo di interpretare la politica, si muove all'interno di vecchi schemi. Qua ci vuole un nuovo linguaggio, una libertà di azione, un pensiero scevro dalle solite masturbazioni che vediamo nei salotti televisivi dove la Bindi è di casa. E' necessario uno scossone, il PD deve tirare fuori dal cilindro una forte proposta politica...la Bindi? mah! non l'ho capito.

martedì 15 febbraio 2011

DESTRA E SINISTRA

·        La destra difende i valori della patria e può arrivare ad essere nazionalista/ la sinistra è internazionalista;
·        La destra considera la guerra come uno strumento di politica estera per difendere gli interessi nazionali/ la sinistra è tendenzialmente pacifista, anche se il pacifismo è un universo piuttosto variegato;
·        La destra si oppone ai mutamenti sociali, perché la tradizione dice che ciascuno ha un suo posto nella società/ la sinistra appoggia i movimenti femministi ed è disposta a sperimentare dei mutamenti, per esempio, nell’organizzazione del lavoro (lavoro di gruppo);
·        La destra è individualista, competitiva, “vinca il migliore” dice/ la sinistra tende a fare riferimento non al singolo individuo ma ai gruppi con problemi e interessi comuni (i sindacati, i disoccupati, i lavoratori, ecc.);
·        La destra crede che il mercato e l’iniziativa individuale siano gli unici elementi creatori di un ordine efficiente, perché garantiscono il successo ai più capaci e ai migliori/ la sinistra sostiene la necessità di un’economia che permetta ai migliori di emergere, ma che contemporaneamente offra possibilità ai nuovi soggetti;
·        La destra favorisce in tutti i modi il mercato e l’integrazione mondiale nell’economia capitalistica, il suo problema principale è di continuare a produrre di più a costi minori (per essere competitiva rispetto ai concorrenti) e guadagnare di più/ la sinistra si pone il problema delle disuguaglianze di ricchezza a livello mondiale e di modelli di sviluppo produttivo differenziati e in armonia con la cultura e le risorse di ciascuna realtà;
·        La destra sostiene lo “Stato minimo”, cioè poca burocrazia e il minor intervento possibile dell’ente pubblico nell’economia e nella società. Quindi meno tasse per mantenere uffici  e servizi / la sinistra sostiene invece lo “Stato sociale”, cioè un ruolo attivo dello Stato nel ridurre le disparità esistenti fra gli individui e i gruppi. Quindi più tasse al fine di assicurare più servizi alla collettività e conseguentemente più uffici e più personale pubblico.
TU SEI SICURO DI ESSERE DI DESTRA ?

lunedì 14 febbraio 2011

pensierino della sera

Perchè ti devi incazzare se c'è rimedio. Vuol dire che non ragioni. E se non ragioni ti incazzerai più facilmente e non vedrai più nemmeno il rimedio che prima c'era. e tu mi chiederai cosa faccio io ? anch'io mi incazzo... e allora ? L'evoluzione ha tempi cosmici.

LE PAROLE GIUSTE

In Italia, è stato appurato, che solo il 20% della popolazione è dotata di un bagaglio culturale che consente di discutere su qualsiasi problema    riconoscendo il pensiero dell'altro. La persona colta non litiga e tende a risolvere il problema comune. L'analfabeta vede e riconosce solo i suoi bisogni. Alla base della civiltà c'è anche il possesso del linguaggio adeguato. La mente mette a fuoco meglio le cose che hanno un nome, le cose definite da una parola da una espressione lessicale, per cui se hai questi mezzi riesci a capire l'esigenza degli altri e se devi agire agisci per il bene comune, tendi a risolvere e non a litigare. Ecco spiegato il fenomeno Berlusconi! Mantenendo il popolo (80%) sotto il grande fratello, isole e marie varie con le sue tv non ci sono le condizioni per discutere su livelli che siano oltre la comprensione dell'istinto primordiale dell' accaparramento per la sopravvivenza e della continuazione della specie caratterizzato dall'impulso sessuale anche a pagamento. E chi meglio di lui rappresenta l'accaparramemto per eccellenza? La cultura è alla base della comprensione dei bisogni degli altri perchè  li riconosci, se li possiedi attraverso il bagaglio lessicale che si impara a scuola. 

venerdì 11 febbraio 2011

la poesia


SPERANZA 

sssss...tace la collina....assopita 
riposa 
l'estate è finita 
il cinguettio soltanto 
di un passero morente 
un tenue richiamo d'aiuto che langue
al tramonto
una stilla di dolore
 che scende nel suo mare  
annoda le ali
s'incurva  
con gli occhi sbarrati
ancora uno sguardo al suo nido
a cercar nostalgia e così ...
oltre il tramonto oltre quel mare oltre quel tempo
si sveglia
e ritorna a creare il destino
il mattino 
col tiepido manto 
di sole accoglie il lamento 
e sublima il dolore
del canto  
 in un urlo di fuoco 
e di rabbia di antico valore
è partito! 
è ancora partito
ferito 
ma senza rimpianto
a cercare il suo verso
il passero è stanco 
ma vola
da solo ma vola 
anche oltre il suo mare

UN ELENCO CHE NON CI FA ONORE


Libertà di stampa: Siamo al posto 72°, su 196 Paesi, alle spalle di Suriname, Trinidad, Tobago, Israele e Cile.
Debito pubblico: L’Italia è ai vertici della classifica mondiale dei paesi con il più alto debito pubblico, con una percentuale di oltre il 110% del rapporto deficit/pil, che la pone tra il 5° e il 7° posto fra i Paesi più indebitati del mondo(dati Ocse e Fmi).
Istruzione: L’Italia è al 34°posto, alle spalle di Kazakistan, Polonia, Lituania e Lettonia.
Campo economico: La classifica è guidata quest’anno da Svizzera, Svezia, Singapore e dagli Stati Uniti che hanno perso 2 posizioni. L’Italia ne esce male: resta ferma al 48° posto, preceduta da tutti i maggiori Paesi industrializzati, superata dalla Lituania e preceduta da Paesi come la Tunisia (32°) o la Polonia (39°).
Qualità della vita: L’Italia è al 22° posto alle spalle di Angola, Mozambico, Burundi , Ucraina, Bulgaria ecc su un elenco di 40 nazioni al mondo.
Corruzione in ambito amministrativo-politico: L’Italia figura al 67° posto lasciando dietro di sé solo la Georgia ed il Brasile, superata anche da quei paesi come Rwanda, Samoa, Botswana, Ghana ecc.che noi, presuntuosamente, continuiamo a chiamare “del terzo mondo”.
Il conflitto di interessi: Probabilmente siamo l’unico paese al mondo con a capo del governo un personaggio, su cui pesa, questo enorme macigno.
Ricerca scientifica: Solo una università italiana (Alma Mater Studiorum di Bologna), compare tra le prime 200 al mondo nella classifica per ricerca scientifica. L’Italia è in declino continuo per la fuga all’estero dei cervelli.

il barzellettiere

Io credo che nella storia di uomini che hanno avuto responsabilità' di governo, due abbiano vinto la coppa del mondo per essere i più' ridicoli nei comportamenti e negli atteggiamenti. Basta guardare i filmati del duce, e sfido chiunque a non notare espressioni grottesche, esagerati gesti di una platealità che se non fosse per le conseguenze tragiche che contenevano, si potevano inserire in uno spettacolo di cabaret. A fare scopa con Mussolini  c'è il Berlusca, cavaliere della risata, barzellettiere incallito, che ha fatto della barzelletta il chiavistello per entrare  nelle grazie  ( a suo dire ) dei capi di stato esteri, ma anche degli italiani che ridono compiaciuti di ogni caccola di umorismo che esce dalla bocca del facoltoso saltimbanco. Il riso compare  abbondantemente sulla loro bocca come sulla bocca del Silvio Ridens, indelebile, quasi ostinato , visto che ride anche  quando deve rispondere di reati  alla magistratura. Ma lui ride, e racconta barzellette che fanno ridere, fino al punto che il confine fra la sua reale esistenza e la sua figura ormai disegnata in tutto il mondo come un pupazzo sorridente, si compenetrano e diventano indistinguibili.
Lui la barzelletta la racconta e l'ascolta, compra barzellettieri per fare trasmissioni che vende alla maggioranza degli italiani , che ridono, ridono , che guardano gli spot pubblicitari mentre si riposano fra una risata e l'altra,  e anche qui lui ride, ma stavolta da solo e si sfrega le mani pensando a quelli che ridono e guardano gli spot venduti da Publitalia a suon di milioni.
Lui è  il re, l'imperatore della barzelletta. Se provate a digitare "berlusconi barzellette" su google subito escono 47.000 voci, se provate a fare altrettanto con gli altri uomini politici vedrete la differenza, diciamo che è impareggiabile su questa campo.  Lui "è" la barzelletta fatta ad uomo. Qualora qualcuno leggesse questi pensieri, si tranquillizzi che non voglio fare paragoni fra i due grandi statisti, solo un accenno al loro modo di interpretare il rapporto con le masse. 

pensierino della sera

Non bisogna discutere con tutti, ma solo con quelli che hanno gli stessi tuoi mezzi per comprendere, altrimenti ci perdi tempo e a volte anche dignita'.

La spirale della storia ovvero verso un Nuovo Rinascimento.


Quante volte ho pensato di andar via da questo paese. Ma non l’ho mai fatto. Non so perché.
Sara’ stato che non ho avuto il tempo per organizzarmi, vanno così le cose, è vero che si può cambiare la propria vita con decisioni importanti, ma quello che sei dentro si modifica lentamente e in fondo, non credo sia necessario cambiare paese per modificare in meglio la tua esistenza.
L’Italia ? sono convinto sia il più grande e bel paese del mondo, crogiuolo di culture millenarie, potenzialmente alla guida del mondo per capacita’ artistiche, intellettive e manifatturiere, e per posizione geografica, e mi piacerebbe fare questa affermazione non da italiano, perché fosse più sincera.
Nello stesso tempo avverto un groppo in gola al pensiero che ci sia un freno allo sviluppo: sto rimpiangendo la vecchia e tanto odiata democrazia cristiana che nel bene e nel male ha forgiato la nostra gioventù e lo sviluppo più importante nell’ultimo secolo.
C’era del buono e del marcio nelle due posizioni ideologiche che si contrapponevano. In quei tempi avevamo uno spessore umano, un senso da seguire che ci faceva intravedere una luce. Volevamo riscattare i poveri, volevamo maggiore libertà di esprimere le nostre tensioni , liberarci dai sensi di colpa che la chiesa ci inculcava. Forse la porta ideologica dalla quale volevamo passare non era proprio la più adatta per incamminarci in una strada di emancipazione sociale universale, forse bisognava allargare quella già esistente. Chissà, ma ormai non conta.
Fatto sta che la speculazione filosofica dell’Ottocento era riuscita a partorire quelle idee.
L’epoca dello sviluppo industriale si è tirata dietro ed ha amplificato una cultura di contrapposizione ideologica fra imprenditori e lavoratori, fra ricchi e poveri. La presa di coscienza del valore operaio, se è stata una indubbia e notevole conquista sul piano sociale, è stata gestita con ingenuita’ dalla classe dirigente comunista. Le comunicazioni si sono amplificate, e non c’è stata attenzione dai politici della sinistra , a dare il peso giusto all’ informazione basata più sulla lotta di classe che sulla lotta culturale, anzi la lotta contro l’autoritarismo della classe dirigente scolastica ha cancellato lo studio dei capisaldi della cultura e della scienza, favorendo il formarsi di una gioventù con deboli ideali. A niente è valso l’impegno politico più di spessore della gioventù di sinistra, piu’ motivata, ma proprio perché di parte, si è staccata da una evoluzione a più largo respiro. Insomma non bisognava promuovere una cultura di sinistra, ma una cultura universale, classica. La faziosità, e perchè no, anche la spocchia di appartenere ad una “intelligenzia” ci ha danneggiato. Ciò ha fatto affievolire lo sviluppo artistico-umanistico che tanta luce ha portato nel rinascimento italiano. L’attenzione mediatica si è posta più sulla rivendicazione di diritti salariali che sulle ricadute socioculturali, più sul desiderio di smantellare che di ricostruire, e si sa che non basta demolire una casa non comoda, bisogna saperne costruire un’altra, e attenzione, con solide fondamenta. Mentre la furbizia commerciale del capitalismo bottegaio ha colto la potenza della forza mediatica , tant’è che se ne è appropriata addirittura inquinando la politica, addirittura governando, per minare i presupposti della democrazia, che sono l’educazione alla civiltà , al rispetto dell’altro, alla solidarietà . Valori questi che l’informazione mediatica non è riuscita a trasmettere, anzi attraverso la manipolazione ad hoc dei suoi padroni, li ha trasformati in armi psicologiche che hanno ottenebrato la mente della … maggioranza democratica. Bisognava saperla trattare l’informazione, bisognava proteggerla, più del salario o del sei politico, o della mitologia comunista sia essa maoista piuttosto che sovietica o cubana. L’informazione è educazione, e non si può lasciare in mano ai commercianti. Questa è la più grossa responsabilità di cui la sinistra si deve vergognare, specialmente quando si è chiamata fuori quando poteva, e non lo ha fatto, fare una legge sul conflitto di interesse…chissà perche’? Mah! Consociativismo? Inciucio? I dubbi restano, e sono forti.
Ed il conto è arrivato. Lo stiamo pagando, non tanto in termini di crisi economica, ma in termini di crisi di valori.
L’imposizione dei genitori a seguire i dettami della chiesa a un certo punto non ha retto ed è stata lesionata sotto la spinta sessantottina. E questo è un fatto da non giudicare, è semplicemente avvenuto, e non poteva essere diversamente, date le condizioni.
La nuova cultura tuttavia non è stata in grado di riempire quel vuoto con altri valori della stessa portata, e se poteva essere nobile negli intenti, non ha retto sul piano pratico, per una ingenua e sempliciotta analisi dell’animo umano, ma soprattutto non ha retto sul piano dell’immagine politica che veniva affidata a culture che non ci appartenevano come quella sovietica o peggio ancora cinese. Insomma dietro la chiesa, romana, è bene precisare, c’erano e ci sono tuttora duemila anni di scritti, di opere d’arte magnifiche, eventi storici fondamentali, di santi con i loro miracoli, di processioni suggestive, mentre dietro la cultura della protesta si intravedono rivoluzioni che se hanno cambiato l’assetto economico, non sono riuscite a sostituire la forte impronta spirituale che ancorava i popoli al trascendente, rappresentata in Russia dall’ortodossia cristiana ed in Cina dalle filosofie orientali. Addirittura a Cuba, dopo una sacrosanta rivoluzione, a distanza di 50 anni, non possiamo cantar vittoria, viste le condizioni attuali del popolo cubano.
Come conseguenza queste rivoluzioni hanno ceduto il passo ad un inevitabile capitalismo ancora più spregiudicato, paradossalmente protetto e garantito da uno dei baluardi dalla cultura di sinistra: la democrazia.
Il marxismo al quale abbiamo affidato le nostre speranze ha fallito sul piano economico e politico. Bisogna riconoscerlo. Pur se rimane la riconoscenza per aver strattonato un ingranaggio ormai stantio ed arrugginito che aveva bisogno di lubrificante.
Ma ora bisogna rimettere tutto in discussione e liberarci da questo marasma dove la sinistra e la destra si confrontano non su un piano ideologico ma su prese di posizioni aprioristiche, che non sviluppano linee politiche di sintesi democratica, bensì tendono a marcare il loro operato attraverso emanazioni di decreti, a dispetto di una discussione parlamentare ormai desueta.
Ebbene ora bisogna prendere coscienza , ognuno per la sua parte, che è necessaria una tregua, un abbassamento dei toni, una fase meditativa. E’ giunto il momento della sintesi, nella dialettica Hegheliana: alla tesi del capitalismo ha risposto l’antitesi comunista , ora è il momento della sintesi dove si deve sviluppare un Nuovo Umanesimo, un Nuovo Rinascimento.
Berlusconi e Bersani sono vecchi, rappresentano l’ultimo colpo di coda della politica della contrapposizione, non hanno futuro. Ma che attrezzi abbiamo per costruire la rinascita?
Vendola ? interessante, Di Pietro, Grillo, personaggi di rottura abbastanza indipendenti, ma con meno spessore culturale del primo. Mi sarebbe piaciuto intravedere alle loro spalle, un ideologo (alla maniera di Miglio, per intenderci, ovviamente non per i suoi contenuti), che desse spessore umano e storico al percorso di rinascita, soprattutto sul piano dei valori umani, con una visione a lunga gittata, capace di raccogliere e far lievitare quel che rimane della nobiltà e dell’orgoglio del popolo italiano. Che non sia il caso di cercare quest’ago nel pagliaio? Tanto è inutile, ancora abbiamo bisogno di una guida umana, non avendo a disposizione guide divine visto che la democrazia ha mostrato di essere vulnerabile, non tanto nella sua essenza, ma nei suoi presupposti, che possono essere manipolati sapientemente dai nuovi signori della comunicazione truffaldina, e non solo da questa. Ma mi fermo qui, per non sfidare la pazienza degli eventuali lettori di queste righe. Magari ne riparleremo.
Per concludere, una mia considerazione ottimistica: la storia credo si muova su una spirale dove si ritorna ciclicamente sulla stessa posizione ma ad un livello più alto, sempre più prossimo alla linea di un confine superiore che ci attira, inconsapevoli, guidati da una forza di cui non ci è dato conoscere direttamente la Fonte. Al massimo possiamo intuirla.

mercoledì 2 febbraio 2011

DIMMI CHI FREQUENTI E TI DIRO' CHI SEI

E va bene, ammesso e non concesso che i PM abbiano esagerato con  le indagini, un fatto è sicuro. Il Premier insieme a Fede e Mora la sera si attornia di queste ragazze che entrano ed escono delle sue dimore. Ora che una persona qualsiasi paghi delle ragazze per favori sessuali, rientra nel costume più' o meno criticabile degli uomini. Non mi scandalizzo, figuriamoci. Fa parte di quella libertà, che pur costituendo un elemento deprimente sul piano della dignità' umana, sia maschile che femminile, non può' essere sottoposto alla legge, a meno che non si configura come ricatto esplicito e documentabile: se ti obbligo a concederti sotto minaccia di pestaggio a della vita, il discorso cambia. Non siamo in questa ipotesi, le ragazze non sono state minacciate ed obbligate a concedersi. Vado anche oltre, per quanto riguarda la questione della minore eta', tutti conveniamo che quando scatta il primo minuto del compimento dei 18 anni non avviene nulla sul piano biologico di stravolgente. Ovviamente la legge deve pur dare delle indicazioni temporali per far scattare il reato, ma è una questione che sul piano morale è sfumata, e quindi, specie nel caso di questa nordafricana, a sentirla nelle interviste, non la porrei sul piano morale. Resta comunque la leggerezza (?) per non essere stato prudente nell'evitare di trasgredire la legge.
Io per accedere ad un qualsiasi servizio devo esibire tutti i documenti richiesti, Ruby invece  per frequentare la casa del Presidente del Consiglio dei Ministri le basta presentarsi ad una festa senza che nessuno sappia chi sia! 


Come si fa a fidarsi del primo uomo di Governo che si lascia infinocchiare da una ballerina ? O è un ingenuo o lo sapeva. Avrei preferito che lo sapesse. Ma lui ha detto di no, anche se ha mandato la Minetti  per affidargliela. Che casino! Ma lo sapevi o non lo sapevi ! Basta con questo fumo. Basta non ne possiamo più' di queste fandonie.


Lo spaccato quotidiano che ne viene fuori, a prescindere dalle modalità' con cui vi si è pervenuto, è netto, chiaro, limpido. Sulla questione della opportunità' delle indagini esagerate, sulla competenza del tribunale dei ministri o del tribunale di Milano  se ne può' discutere. Resta comunque questo un'altro argomento. Qua ci troviamo di fronte ad una persona con incarichi rilevantissimi come il Governo di un paese come l'Italia, che paga delle ragazze per frequentare il suo night privato, ma non solo, mantiene con loro rapporti confidenziali, lasciando loro il numero di telefono diretto. Ora sfido chiunque di noi, che ha un incarico di direzione più' o meno complessa, a non dare importanza alle persone che frequenta, o per essere più' precisi alle persone che paga in un modo o nell'altro per averle accanto. Mi basta questo elemento per trarre delle conclusioni, a prescindere da quello che succedeva durante la notte, che non mi interessa, perché' non ho il prurito di vedere dal famoso buco della serratura le patetiche performance sessuali di un impettito sessuomane. 


"Dimmi chi frequenti e ti dirò chi sei"  Se il Premier fosse un frequentatore  di ragazze in difficoltà', farebbe un'opera meritevole ma non vedo perché' sceglie di fare beneficenza a ragazze avvenenti, anziché frequentare case famiglia, o istituti di giovani disadattati, o associazioni di volontari che si occupano dei drammi della gioventù'.  Ripeto non voglio fare il moralista, perché' Silvio Berlusconi può' fare quello che vuole, nei limiti della legge, ma il Presidente del Consiglio dei Ministri no. Le sue scelte anche private non possono prescindere dal promuovere il  miglioramento della comunita' che governa. Le scelte private sono coerenti con le scelte politiche, anzi devono essere coerenti. Io non credo che i festini ammessi da lui stesso, ed i rapporti di confidenza che elargisce a queste ragazze siano tesi al miglioramento della società'. Lui ci sta dando una interpretazione della libertà pericolosa. 


La Presidenza del Consiglio non è un gabinetto privato, e chi la occupa deve sottostare al rango che gli viene attribuito dalla Costituzione. Non rispettare questo rango, significa oltrepassare con disinvoltura e pericolosamente, il profilo istituzionale che gli compete, compromettendo la tenuta della Repubblica che contempla la  Libertà sì, un valore irrinunciabile ma comunque circoscritto nell'ambito costituzionale e della dignità'  del ruolo ricoperto. Nella stesura delle leggi, non è possibile regolamentare tutto, molte volte si fa riferimento al " buon padre di famiglia" lasciando al senso comune questa definizione. Ecco questo è uno dei casi in cui calza bene questa espressione: questo comportamento del premier  può' essere paragonato ad un " buon padre di famiglia" ? Facesse pure quello che vuole ! Ma fuori dal ruolo che ricopre e soprattutto  non pensi di prendermi per i fondelli  con la storia della beneficenza provando a giustificare le sue debolezze umane. Apprezzerei meglio una ammissione sincera , anziché il suo  goffo tentativo di giustificazione. 


Certo che se lo fa, ritiene che qualcuno ci crede, e purtroppo non ha tutti i torti, perché sto notando in giro obnubilazioni mentali tipiche di uno stato di innamoramento non solo eterosessuale ma anche omosessuale. Potenza del fascino del potere! Ma questa è la democrazia, alla quale tutti ci inchiniamo, ma mi si consenta di otturarmi il naso per i miasmi che emana almeno in questi ultimi tempi in Italia. Grazie  dell'attenzione a chi è riuscito a leggere tutto questo.  

bonivinuti!

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