Tutto è vita. Ma il piu' delle volte parliamo della vita degli uomini. Ma la vita è negli animali e nelle piante, infatti diciamo che un animale o una pianta puo' nascere e morire. Quindi tutto cio' che nasce e muore ha una vita. Ma anche cio' che si riproduce e si nutre è vitale. Quindi la vitalita' è una caratteristica sicuramente della sostanza biologica che noi consideriamo nell'animale compreso l'uomo, e nelle piante. Per il fatto che la vita ha bisogno di nutrimento, ne deriva che tutto quello che entra nell'organismo animale o vegetale entra nella vita che senza di questo non puo' esistere. Il nutrimento è condizione necessaria della vita, ma non possiamo dire che il nutrimento è vita . Per cui la vita è qualcosa che sta sopra la materia, che la anima, e questo qualcosa non riguarda solo l'animale o le piante ma il tutto, perchè l'animale e la pianta senza la vita sono anch'essi nutrimento o materia semplice. A questo punto del ragionamento possiamo dire che la vita non appartiene solo agli uomini ma a tutta la materia che interagisce in maniera funzionale ad un disegno che non ci è dato conoscere allo stato attuale della nostra evoluzione. Come si vede la questione della vita non si puo' limitare all'aborto o all'eutanasia, ma coinvolge aspetti molto piu' complessi. E' fuori luogo tirar fuori la difesa della vita perchè la vita si difende da sè. Nessuno puo' avere la forza di sopprimerla perchè la sua natura va oltre il comprensibile umano. Si tratta invece, per essere piu' appropriati, di fare in modo che le creature biologicamente piu' evolute come gli uomini, creino le condizioni perchè la vita fluisca senza intoppi. Noi non sappiamo perchè ma siamo portati a difendere tutto cio' che ha a che fare con la vita, ma è necessario stabilire cosa si intende per difesa della vita. Io credo che difendiamo il nostro istinto di sopravvivenza che è cosa diversa della vita. Noi infatti per il nostro istinto di sopravvivenza siamo capaci di uccidere, se avvertiamo un pericolo, ed a volte anche senza fermarci a ragionare. Per esempio se vediamo uno che si introduce in casa nostra senza permesso che magari vuole rubare un po' di cibo per sfamarsi, mettiamo in moto la difesa senza ragionare seguendo questo istinto e magari imbracciamo un' arma per uccidere. Possiamo dire di aver difeso la vita? Ebbene qualcuno dice di si. E giustifica il comportamento omicida. A ben vedere non si tratta di difendere la vita, ma di seguire un istinto di conservazione che non usa la ragione, tipica qualita' umana. L'animale, infatti che ne è privo, per mantenersi in vita uccide dilaniando le sue prede e se ne ciba addirittura. E noi questo comportamento lo comprendiamo, anche se va contro la vita per un verso, mentre per l'altro, il cibarsi, è funzionale ad essa. E allora dove sta la differenza fra l'uomo e l'animale? Dovrebbe essere nella consapevolezza di creare le condizioni per vivere meglio, non per difendere la vita, che razionalmente non ha senso, in quanto la vita si difende da se, o meglio si puo' dire che la vita è fuori dal concetto di difesa: essa fluisce sempre. Anche la cosiddetta morte genera vita, la putrefazione di un seme fa germogliare una nuova pianta. In realta’ quella che noi chiamiamo morte non è altro che una variazione di stato della vita, una trasformazione della vita. L’idea che un gruppo di uomini si etichetta come difensore della vita mi fa sorridere e commiserare la loro ingenua condizione di topolino che difende l’elefante.
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