Siamo arrivati ad un punto morto nella questione politica italiana. Berlusconi ha una maggioranza in parlamento e nel paese dai sondaggi sembra non abbia un gradimento sufficiente che gli consentirebbe di continuare a governare. Che poi la sua capacita' di organizzare un consenso in corner sia da tenerla in conto, è anche vero, specialmente se a questa calamita' si aggiunge l'incapacità' della sinistra di cogliere gli elementi che sono determinanti per usufruire di un consenso popolare sufficiente a governare. La questione tutta italiana di giustificare i comportamenti di un Premier così compromesso in affari di corruzione, se non addirittura mafiosi, è veramente disarmante e lascia presagire tempi lunghi per un outcome liberatorio. La scesa in campo del Cavaliere nel 94 se in un primo momento poteva avere un senso politico per gli avversari della sinistra, oggi ha svelato la sua vera natura. Si è trattato di erigere una cortina di fumo su una classe di affaristi che nel periodo craxiano avevano fatto man bassa della cosa pubblica, infiltrandosi nei centri di potere politico per ottenere vantaggi sfruttando la spregiudicata e dozzinale attività' della politica del CAF. Quando si prospetta una nuova stagione politica, si tende comunque a nutrire speranze, ed a ridurre la spinta giustizialista sull'onda del nuovo corso. Un personaggio di indubbia capacita' imprenditoriale è apparso a tutti come una speranza "a prescindere". Il popolo , non avendo chiaro il senso della politica che fra l'altro era stato vituperato dai personaggi implicati in Mani Pulite, ha visto nel nuovo personaggio una possibilità' di rinascita. Pur se comprensibile sul piano emotivo, questo ragionamento ha una falla nel suo primo movente che non viene messo a fuoco, e cioè nel significato della Politica. Oggi dovrebbe essere chiaro a tutti, anche a quelli caduti nel tranello, che Berlusconi è un imprenditore, simile a quei "cummenda" milanesi dei film anni sessanta e non un politico. Il motivo per cui è sottoposto all'attenzione giudiziaria è proprio per questo, perché essendo il più' grosso degli affaristi italiani, come tutti gli affaristi per avere il massimo dei vantaggi si è sempre mantenuto sull'orlo della legalità' ( per essere garantisti) suscitando l'attenzione della Magistratura. Come mai i precedenti Presidenti del Consiglio non sono mai stati oggetto di tanti processi? I giudici comunisti si sono formati solo con Berlusconi? Prima erano tutti democristiani? E' vero che basta aprire una qualsiasi impresa in Italia per rendersi conto che è difficilissimo mantenersi in perfetta regola. Lo stesso Berlusconi disse che evadere le tasse per esempio e' una tentazione giustificata, e come imprenditore ha senso la sua affermazione, ma non è ammissibile che la faccia il Premier: ecco perché non può' fare il politico. Fatto sta che il nostro cummenda da quando è entrato in scena, spinto sicuramente anche da tutta la cerchia degli imprenditori che non potevano avere altro che vantaggi, almeno apparentemente, almeno fino a quando era possibile sfidare l'assetto democratico-istituzionale, ha dovuto far fronte a una serie di problemi con la Magistratura che per forza di cose non gli hanno permesso, ammesso che ne avesse la capacita', di Governare per il bene del Paese. Non solo, ma avendo in mano quello che considerava all'inizio un potere in grado di garantirgli libertà di manovra, adesso si rende conto che lo Stato ha una struttura che non gli consente, nonostante il suffragio elettorale, di poter agire per fare i suoi interessi. E spinge infatti per avere più' potere come Premier, cercando di modificare la Costituzione in questo senso. Tutto quello che si interpone fra la sua attività' imprenditoriale e la Costituzione tenta di eliminarlo a suon di decreti, loghi, leggi sfruttando il grosso potere mediatico e le sue caratteristiche comunicative che, bisogna riconoscere, sono notevoli. E' un'impasse davvero inquietante. E' necessario far cadere il Governo sulla base di una attività referendaria che ponga un quesito deflagrante per l'attività' governativa, e che colpisca direttamente la figura di Berlusconi sul piano giudiziario. Dopo di che si vada alle elezioni con PD,IDV,e SEL rappresentati da una figura di impatto mediatico. La proposta del PD di un governo a larghe intese, pur essendo la più' logica ed auspicabile, non trova spazio in questa nostra italietta partitocratica, e non verrebbe capita. Questa proposta necessita di politici diversi da Casini, Rutelli, Fini che al di la' delle loro intenzioni personali, si trovano a gestire situazioni elettorali troppo compromesse per avere libertà di manovra. E' necessario un colpo di reni che può' fare solo il PD su cui ricade la responsabilità' per uscire da questa situazione che comincia ad emanare miasmi corrosivi per la nostra democrazia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
bonivinuti!
Archivio blog
- febbraio (1)
- giugno (1)
- aprile (3)
- marzo (5)
- novembre (2)
- ottobre (5)
- settembre (3)
- agosto (1)
- luglio (8)
- giugno (1)
- maggio (3)
- aprile (6)
- marzo (4)
- febbraio (9)
- gennaio (2)
- dicembre (3)
- novembre (5)
- ottobre (4)
- settembre (3)
- agosto (3)
- luglio (5)
- giugno (2)
- maggio (6)
- aprile (6)
- marzo (9)
- febbraio (15)
- gennaio (3)
- dicembre (4)
Nessun commento:
Posta un commento