Mi sono chiesto che cos'è che provoca un rifiuto, un allontanamento, un addio ?
E' un malessere, un fastidio che si vuole evitare, un dolore che non si vuol provare.
Ma ogni nascita passa da una strettoia, le pene del parto fanno da cornice alla nascita di una nuova vita.
E se non vuoi passare le pene del parto non puoi avere figli, quindi se non passi da una sofferenza non puo' succedere una nuova storia. Il parto comunque è il frutto di una storia di amore, di affinita' sentimentali, non necessariamente nobili e raffinate, basta un codice genetico affine, aver respirato la stessa aria, aver calpestato la stessa terra per avvertire un senso di comunione. E così ti accorgi che il rifiuto, l'allontanamento era solo per evitare il dolore del parto. Qualcuno ti dice che tutto e' pronto da millenni per l'ennesima nascita, ma tu hai pensato che non ne valeva la pena, ed hai rivolto l'attenzione dove non c'è dolore, dove gia' ci sono i bambini nati, e ti chiedi se il rifiuto e l'abbandono lo hai voluto per non patire dolore o per non volere bambini: non volevi soffrire.
Che poi alcuni bambini siano belli e altri meno belli, se diventeranno grandi uomini o esseri insulsi questo è un'altro discorso, la cosa sicura è che sono necessari alla continuazione della specie. Così come lo sono i pensieri condivisi.
Bello
RispondiEliminaFreud parla del dolore come di un qualcosa che ci fa sentire l'amore ancora vivo, e di come certe persone scelgano di crogiolarsi nei propri lutti per non allontanarsi dall'amore che sentono. Se dolore e amore vanno di pari passo, allora è evidente che chi scappa dal dolore vuol dire che forse non ha mai conosciuto l'amore vero
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