di Santino Cappadone
“La stagione dell’amore… viene e va,” così il testo di Franco Battiato che fa eco al film di Massimo Troisi “Credevo fosse amore ed invece era un calesse”.
Mi riferisco all’amore in crisi fra due persone sposate, che hanno vissuto insieme gran parte della loro vita, e ad un tratto per uno di loro..... puff! Finisce l'amore. Quell'amore che li ha fatti innamorare, impazzire, ridere, ansimare, affrontare salite e discese insieme.
Forse è sbagliato accostare i due autori in questo modo, ma di certo essi esprimono concetti di rottura, o di esaurimento, del sentimento più dolce e più crudele che il cuore umano può provare: l’amore.
Quando si consuma un amore, o viene messo a dura prova, chi subisce “il torto” soffre, e l’istinto di gridare al mondo l’ingiustizia subìta è molto forte. Si possono pronunciare minacce e parole che sono dettate da un incomprensibile dolore. Non so se si tratta di un comportamento normale ma credo sia addirittura inevitabile avere strepiti di risentimento. Qualcuno dice che sia un segno di debolezza che può solo peggiorare le cose. Sono d'accordo solo in parte perchè anch'io convengo che la reazione scomposta deve durare poco, pochissimo tempo, ma una legittima e comprensibile irritazione non è sintomo di debolezza. Bisogna recuperare al più presto la massima lucidità per far fronte alle difficoltà che inevitabilmente arriveranno: come sapere di essere investiti da una valanga e correre al riparo, prima lo fai meglio è. Non solo, ma bisogna avere anche l’accortezza, nel momento di sconforto, di non prendere nessuna decisione, neanche quella che sembra più ovvia, potrebbe pregiudicare irreversibilmente il proprio futuro.
Quando si scatena un sisma che scolvolge le fondamenta della propria esistenza, si deve pensare poi alla ricostruzione del proprio sistema di vita: ciò significa che nulla rimane più come prima. Ogni cosa, ogni comportamento futuro va rivisto ed adattato ad un nuovo stile di vivere.
Persino nel caso che la rottura si ricomponga, è necessario ed inevitabile cambiare.
La “parte lesa”, essendosi scottata, metterà in azione alcuni “accorgimenti” nella speranza che in futuro non si creino più le condizioni che hanno portato alla crisi, mentre invece la “parte agenti”
si aspetterà un cambiamento sostanziale dal partner che deve “rinnovarsi”.
Si alzano le barriere dell'orgoglio, si sbandiera il vessillo della dignità che deve essere protetta e non più sbeffeggiata ed offesa, ma quando succede che una storia importante finisce, si può rimanere con un pugno di mosche in mano, e allora? Allora come cambia la vita! Si cambiano gli occhi. Si vedono nuovi scenari di cui ogni tanto si sente parlare gli altri, pensando che sono cose non ti riguarderanno mai. Invece possono capitare e resti spiazzato dalla finta (a schèrmia) che l’amore ti ha fatto, come un calciatore che rimane incredulo quando l’avversario gli fa il tunnel! Commetti il fallo di reazione e rischi pure l'espulsione!

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