giovedì 7 luglio 2011

l'arte o l'immobilita' contemplativa

L' ispirazione artistica, cerca perennemente il limite, la tensione un'attimo prima che si rompa l'incantesimo, e così l'opera d'arte si realizza, quando puo', ovviamente. E se non ci fosse l'arte, bisognerebbe inventarla, almeno per i critici, per quelli che provano piacere a raccontarla. E così si cercano romantiche storie dove perdersi nella melancolie, nei dolori e negli amori poetici o  pittorici o cinematografici. Ma quando l'arcano è svelato resta un vuoto nell' anima animata dal sentire comune, ma un grano di consapevolezza in piu' nell'anima riconosciuta propria.  Potremmo noi mai impedirlo ?  Al massimo lo osserviamo, mentre il fuso delle Parche dipana il destino degli uomini nonostante il disappunto dei malinconici romantici che ostinatamente non mollano la vecchia favola dell'amore. E' un magnete, divino se vuoi, motore del mondo se vuoi, capace di energizzare una pietra se vuoi,  ma un semplice magnete. 
Che la vera arte non sia nella capacita' di comprendere, di leggere, di meravigliarsi del Bello che gia' esiste ma occultato dal velo dell'autosufficienza supposta, e non nel bello che ci si illude di "creare". Che la vera arte non sia l'immobilita' della contemplazione del creato? Anzichè provare a scimmiottare Dio? 

Nessun commento:

Posta un commento

bonivinuti!

Archivio blog