mercoledì 28 settembre 2011

il premier ci rappresenta?

Va bene,  Berlusconi è quello che è...come disse la moglie "è malato". Certo che qui non si tratta di uno a cui piacciono le donne. Sembra che chi lo difende voglia con questo eliminare ogni sorta di anomalia, affermando questa banalita'. 
Allora dove sta la anomalia? Gli piacciono le donne, e va bene, le paga e va bene, c'è un fiorente mercato della prostituzione nel mondo che Berlusconi non sarà un caso strano. Le donne si concedono a lui ultrasettantenne anche se giovani e belle? non è un caso isolato, se ne vedono tante situazioni simili, e non c'è da scandalizzarsi, e poi non è un reato se si è fra maggiorenni. E allora? Qual'è il punto stonato. 
Il punto consiste nella strafottenza piu' o meno consapevole di questa persona che mostra nel non vestire i panni di un capo di governo.  Lui sputa in faccia al suo ruolo, al rango del suo ruolo, che è un ruolo di rappresentanza oltre che di governo.  Potrebbe apparire una cosa rivoluzionaria quella di essere la stessa persona sia nel privato che nel pubblico, ma non può' essere così perché se è vero che puoi, all'interno delle regole , decidere una linea di governo, non puoi rappresentare a modo tuo, e con il tuo personale comportamento, anche chi non ti ha votato. A meno che non pensi , come io credo, che avere la maggioranza di un parlamento sia come avere la maggioranza in una S.P.A.  Ma non è così. 
Nessuno vuole limitare la libertà' personale del premier o di chicchessia, si chiede solo che in un consesso europeo o mondiale, egli ci rappresenti tutti, di destra di centro e di sinistra. Se vuole essere "moralmente diverso" anche da chi non la pensa come lui, deve farlo senza farsene accorgere. E' qui che sta la differenza fra un rappresentante di un popolo ed una persona comune. Lo intercettano troppo? Regolamenti le intercettazioni se ne ha la forza politica. Oppure stia più' attento a non farsi beccare con le dita nella marmellata. Non vuole abdicare alla libertà di fare quel cavolo che gli pare? si dimetta dal ruolo di rappresentante di tutti gli italiani. 
La democrazia è un sistema che non esclude la minoranza ad essere rappresentata dalla maggioranza. Serve solo a prendere decisioni, non a modificare, a seconda di chi vince, l'identità' di una Nazione. Il non riconoscersi di una quota considerevole degli italiani nel rappresentante di turno evoca scenari destabilizzanti nell'economia di un paese. Il solco profondo voluto da Berlusconi con la sinistra gli si sta ritorcendo contro. 
E' questo che stanno avvertendo i mercati internazionali. L'anomalia berlusconiana ha costituito un fatto inedito della storia democratica italiana. Anche posizioni ferocemente contrapposte in passato riconoscevano nell'altro l'appartenenza ad una stessa cultura, a comportamenti accettati dalla maggioranza culturale. 

lunedì 5 settembre 2011

E' BBINUTU U SPERTU ! ....

Rispondo al bell'articolo sulla tanatologia fuscaldese di  Nuzzo Anastasio. 
Quando si trattano argomenti per così dire macabri e forti, mi si drizzano le antenne come in questo caso. Avverto solidarieta' con la sua idea della "morte fuscaldese". 

Resto sgomento a leggere alcuni commenti sui vari siti o blog dei nostri giovani. Le espressioni a volte rassegnate ad una impossibile ripresa della quale non si ha tuttavia la benchè minima cognizione, a volte somiglianti a patetiche esplosioni di orgoglio natio  carichi di una inutile e melenso sentimentalismo che custodisce come un ultimo baluardo una dignità' che va sgretolandosi e perdendosi nel futuro che inesorabilmente cambia. 

Devo dar ragione a un giovane rappresentante sia della vecchia amministrazione che della squallida cultura della fuscaldesità degli ultimi decenni che sghignazzava quando proposi tempo fa di fare qualcosa noi " emigrati " per Fuscaldo. 
Ebbene , chi per un motivo chi per un altro, sembra non siamo riusciti a partorire altro che la solita incapacita' di costruire.
E' una impresa impossibile, al momento. Le ragioni sarebbero da esplicitare con attenzione e con analisi approfondite. 
Il nostro, quello dei fuscaldesi del nord, è un amore malato. Il tempo del distacco troppo breve per essere credibili. Non siamo nè carne nè pesce. Siamo la generazione di transizione. Non siamo abbastanza estranei per essere etichettati come estimatori puri (se un milanese di Milano dice che Fuscaldo gli piace, pesa di piu' che se lo dicessi io)  e nello stesso tempo siamo marchiati di una specie di  "tradimento" per essere emigrati.  

Ed intanto, noi moderni donchisciotti che ancora non abbiamo capito il modo per incidere nel tessuto sclerotico e ruvido della nostra Fuscaldo, raccogliamo piu' o meno esplicitamente considerazioni tipo:"E' bbinutu u spertu!… ma ricogliati d'addruvi si vinutu, u vo sapì megli i nùa ? "
C'è sempre un motivo in un fallimento, o in una difficoltà'. 
Solo dal riconoscimento del vero errore è possibile un recupero, altrimenti...mangu Docimo !

bonivinuti!

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