L'acquisizione di sistemi tecnologici strabilianti, lo sviluppo dei mezzi mediatici, le capacita' di velocizzare la comunicazione fino all'azzeramento delle distanze, ci ha fatto perdere la consapevolezza della dimensione corporea umana, ci ha fatto perdere il senso dei bisogni.
C'è una discrepanza fra la mente ed il corpo che ci fa perdere il senso della realtà'.
Restiamo allibiti dai nuovi progressi, attoniti rincoglioniti, tanto da non riuscire ad organizzare una vita a misura d'uomo. Sta avvenendo una selezione naturale nostro malgrado, che coinvolge anche la cosiddetta sinistra mondiale. Si fa fatica a garantire un vita dignitosa a chi è tagliato fuori dal progresso e che rappresenta un peso. Ora la forza lavoro è meno importante che nelle epoche passate. Resta intatta la pretesa arcaica del profitto e la classe operaia sta perdendo valore contrattuale perché oggi necessita non tanto una forza fisica, ma una forza intellettiva. Ci stiamo spostando più' verso attività' cerebrali a scapito delle attività' fisiche piu' o meno logoranti.
Chi non è al passo è un peso e viene licenziato o messo in cassa integrazione. Si sta verificando forse la più' grande scissione umana della storia. Pochi sono quelli che detengono la forza di modificare le sorti del pianeta. Credo sia inesorabile il trauma.
Ma è sempre stato così? Si ma prima la massa debole trovava una sua ragion d'essere nei rapporti a vista, diciamo così. Si poteva sbarcare il lunario all'interno di un nucleo umano in cui ci si riconosceva e che ti dava la possibilità di sopravvivere. Oggi la diffusione di massa dei mezzi di comunicazione da l'illusione di essere partecipi di movimenti planetari. L' illusione, alla quale non si riesce più' a rinunciare ( cellulari, tv ecc) si concretizza quando ci si rende conto di essere caduti nel tranello della propria ignoranza dei sistemi stessi. Prima, qualsiasi opera umana risultava comprensibile, qualsiasi oggetto tecnologico poteva essere compreso da ogni uomo. Oggi chi sa come funziona un cellulare, un PC una tv? Pochi e altrettanto pochi sono coloro che riescono a costruirla.
Gia' Troisi e Benigni in un loro film ( non ci resta che piangere) facevano notare che anche la costruzione di una banale lampadina non è alla portata di tutti. Voglio dire che il lavoro umano per le cose che ci necessitano, e alle quali non vogliamo rinunciare, è rivolto verso oggetti che un uomo di medie capacita' non è in grado di realizzare da solo, se non con il beneplacito di colossi della produzione mondiale. Per fare un esempio: chi sarebbe capace di far andare la propria auto senza la benzina prodotta dalle multinazionali petrolifere?. Mentre un calesse tutt'ora sarebbe possibile fabbricarselo da solo. Basta avere un cavallo e un po' di alberi che ognuno è capace di reperire.
Certo che adesso abbiamo a che fare con la soluzione di bisogni primari.
E' pazzesco che si profila la possibilita' di non riuscire a mangiare. E' così, chi non trova lavoro in questo sistema rischia di annullarsi. La velocità' e la riduzione delle distanze di comunicazione ha trasformato il mercato rionale a mondiale. Prima se il fornaio chiudeva la bottega ci si poteva industriare a cominciare produrre pagnotte . Il gioco si è fatto molto più' complesso. Stiamo pagando l'euforia del progresso che ci ha fatto perdere la misura umana.
Questo è il problema, a mio modesto parere, e per uscirne, non serve la lotta sindacale o il governo Monti. Se ne esce se i cosiddetti Grandi politici della terra ( G8, G20 o G checazzoneso' ) riescono a capire che la trasformazione passa dalla Politica e non dalla finanza. Altrimenti si salvi chi puo !


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