domenica 29 gennaio 2012

LA CRISI

C'è la crisi, ed anch'io sono in crisi.  Sono sempre stato ottimista, ma oggi sara' che forse c'è la luna piena ( non so se c'è la luna piena) ma mi sento giu'. E' bastato poco, un'ammissione velata di inferiorita' nei confronti di una persona che mi sta sui maroni, che invece di affrontarla a viso aperto, ho dribblato da pusillanime. La crisi del coraggio, ma, e non per giustificarmi, potrebbe essere stata la consapevolezza di una sconfitta sicura su una discussione che non avrei retto sul piano professionale. Oppure il coraggio di ammettere la propria inferiorita'. 
Eccolo lo stratagemma del sofista. In realta' la verita', quella umana intendo, sale a spirale. Se ti sposti in alto, o in basso te ne allontani per poi ritrovala piu' o meno forte a seconda se sali o scendi nella capacità di analisi, su piani diversi. E... si, cambia la verita' per gli uomini. 
E' per ognuno di noi in quel punto preciso, unico, dello strumento intellettivo, che per sua natura non è statico, ma diverso attimo dopo attimo, e che in maniera impercettibile modifica la visione degli eventi con punti di vista sempre differenti.
Ho sempre sostenuto il valore dell'equilibrio, ma c'è equilibrio ed equilibrio ! C'è quello del funambolo, sicuro a dieci metri di altezza a passeggiare su una corda, e l'equilibrio di chi cammina semplicemente. Quando la coscienza preme, li' in mezzo al petto, a ricordarti di allenarti per salire sicuro piu' in alto, quando si avverte questo stato depressivo, è il momento di sondare nuove frequenze per ritrovare armonia. 
Altrimenti indebolisci la Forza Vitale.

venerdì 13 gennaio 2012

IO E LORO...

Loro saranno estranei ai miei progetti. Per me rappresentano il tartaro della societa', la feccia, il residuo della sostanza. 
Loro non saranno nei miei progetti che continuero' a pensare anche sotto un ponte se la loro cattiveria non mi dara' la possibilita' di vivere in decenza. 
Loro non esistono per il mio futuro, loro per me sono morti anche se uccideranno il mio corpo, restano dei morti che uccidono un vivo che continuera' a vivere anche senza corpo, mentre di loro non restera' che l'immagine dello sterco. 

Io voglio l'Europa e di loro me ne fotto. E' molto piu' grande una piccola idea giusta che una guerra infame. Pagheranno per i morti di questa guerra che lascia tante vittime sul campo, certo pagheranno in qualche modo per aver sottratto potenziale umano alla realizzazione della pace e della promozione umana. Ma non moriremo invano.  
Io di loro me ne fotto, non perdo tempo a lamentarmi. Sono cozze che non si staccano da quel malinteso potere che perseguono come automi. 
Io li ignoro, anche se mi dovessero fare del male. E se avessi il potere e il coraggio di decidere su chi salvare e chi uccidere gia' la canna è puntata…e non solo la mia , ma anche quella dei miti, degli impoveriti. degli sfruttati. 
Sono dei maledetti dalla storia umana, figli del male, letame ignobile e fetente che non meritano la mia attenzione, traditori del mandato evolutivo, ostacolo del progresso. Questo sono loro.

bonivinuti!

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