Mi scrive il mio caro amico Mario Selvaggio in un commento al mio precedente post.
Non ci sono i presupposti se si considerano i personaggi che sono alla ribalta politica, i vari Casini Bersani Alfano. Ma i presupposti sociali ci sono tutti e sono le condizioni nelle quali ci troviamo. Cioe' lo stallo economico. Siamo indebitati a tal punto che, neanche il Professore riesce a toglierci dall'impasse, con le sue tasse e riforme.
Io credo che dobbiamo prendere atto che siamo a un punto di non ritorno.
Data la struttura economica europea e le nuove condizioni di globalizzazione mondiale, l'intricata rete finanziaria mondiale è una giungla selvaggia che sfugge ad ogni regola e controllo.
Gli Stati Uniti, che apparivano la guida dell'economia mondiale, sono troppo impegnati a risolvere le contraddizioni sociali creato dal loro sistema capitalistico, e non sono in grado di dettare regole alla vecchia europa che nonostante tutto mantiene il primato culturale storico del pianeta. Negli ultimi 50 anni, in pratica, l'ascesa economica USA si è inceppata su uno sviluppo finanziario virtuale, euforico, che non ha portato alla soluzione degli squilibri economici e sociali, tuttaltro, la spinta all'incremento dei mercati ha fatto perdere il senso dei veri bisogni dei popoli, addirittura vittime di guerre di "civilizzazione" che in realtà' nascondevano e poi non tanto bene, obiettivi di speculazione finanziaria.
L'Europa, per stare al passo ha cercato in fretta di adeguarsi alle leggi di mercato dettate dagli USA coniando una moneta prima della formazione di un vero Stato Europeo.
Tutto ciò' si è appalesato come un mostro virtuale ingovernabile. E' come se vivessimo tutti sottomessi a qualcosa che nella realtà' non ci appartiene. Quella realtà fatta di lavoro, di relazioni, di inventiva, di produzione, ecc. La maggior parte della gente della borsa non gliene frega niente ed ha il problema di pagare mutui, di fare la spesa, di mandare i figli a formarsi.
Bisogna uscire da questa morsa. La domanda è: ne vale ancora la pena fare sacrifici per salvare una situazione che ha delle falle nel progetto?
Se c'è un debito, c'è qualcuno che ha un credito. Ecco io credo che non siamo in grado di saldare il debito. E se il credito ce l'hanno quelli che hanno creduto in questa economia virtuale, sono cazzi loro, bisogna che scendano a patti, se vogliono i soldi indietro, bisogna che ci mettano in condizioni di saldarlo. Se no? FUORI DALL'EURO.
Ma davvero pensiamo di non riuscire a trovare soluzioni economiche se siamo fuori dall'euro? Io non sono un economista ma credo che si troverebbe un altro assetto economico forse meno internazionale ma piu' a misura d'uomo.
Adesso queste istanze sono portate avanti da un comico, e qui sta il loro limite.
Ma spero che qualcuno dell' "intellighenzia" italiana si faccia avanti ed abbia il coraggio e la capacita' di prendere a mano quel 45% di persone che non è vero che sono poche perchè rappresenterebbero il piu' grande partito italiano. E' su questi nuovi temi che bisogna aprire il dibattito politico, formiamo questo grande Movimento Democratico.

http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=7202&Itemid=9
RispondiEliminaE' noioso, e forse anche di parte ma dà l'idea di come l'economia del mondo dipenda armai del tutto e per tutto dalla finanza e non dalla laboriosità del lavoro.Noi rappresentiamo " na rosamarina" in questo mare di squali.....ed é evidente che se non riusciamo tutti insieme a selezionare i migliori stagnini in grado di costruire intorno a noi " na camera stagna" nella quale rintanarci...di noi ne faranno un sol boccone......e buon appetito agli squali!!!
Mario
http://www.t-mag.it/2012/05/02/spesa-pubblica-il-governo-invita-i-cittadini-ad-aiutare-i-tecnici-ad-individuare-gli-sprechi
RispondiElimina..la democrazia é partecipazione! Io dieci voci di spesa da tagliare le ho suggerite......si un m'arrestanu!!!
Mario