sabato 19 maggio 2012
STRATEGIA DELLA TENSIONE
ALCUNI UOMINI HANNO FATTO SCOPPIARE UN ORDIGNO DAVANTI AD UNA SCUOLA A BRINDISI. E' MORTA UNA RAGAZZA....E UN'ALTRA IN GRAVI CONDIZIONI. SEMBRA OVVIO CHE SI TRATTI DELLA SOLITA STRATEGIA DELLA TENSIONE PER NON MODIFICARE LO STATO DI CONNIVENZA POLITICO-MAFIOSO ESISTENTE NEL NOSTRO PAESE. E' UNA QUESTIONE POLITICA.
MA POSSIBILE CHE L'ESIGENZA DI UNA NUOVA POLITICA DEBBA ESSERE RACCOLTA DA UN COMICO ? RINGRAZIO GRILLO PER LA SVEGLIA, MA AUSPICO LA FORMAZIONE DI UN MOVIMENTO DEMOCRATICO POLITICAMENTE MATURO CHE RACCOLGA LE SUE ISTANZE E, SERIAMENTE, SENZA BATTUTE, SI FACCIA PORTATORE DI QUESTO CAMBIAMENTO CULTURALE.
AL PD, A DI PIETRO, A VENDOLA, AGLI INDECISI, AI GRILLINI: UNITEVI IN UN UNICO SCOPO.
ELIMINIAMO LA CORRUZIONE CON UNA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DELLA GIUSTIZIA, DELLA SCUOLA E DELLA FISCALITA'.
martedì 15 maggio 2012
mia figlia che canta
Rossella Cappadone da votare per il "premio Massimo Urbani "
https://www.facebook.com/premiomassimourbani/app_190322544333196
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lunedì 14 maggio 2012
L'UOMO FRA L'ARMONIA E L'ECONOMIA ESISTENZIALE
Ogni unita' funzionale biologica è inserita in un sistema biologico più' grande con il quale instaura dei rapporti di reciproca influenza.
Quando una di queste unita' biologiche non è armonica fa attrito e consuma più' del minimo necessario per la sua funzione. Entra in un primo momento in uno stato di eccitazione o stress per raggiungere i suoi obbiettivi, e se non trova soddisfazione nei tempi consentiti dalla sua dotazione energetica, tende a scendere a livelli energetici inferiori e alla lunga tende a spegnersi.
Consideriamo un sistema di riferimento. Per esempio prendiamo l'uomo come unita' funzionale di riferimento. La maggior parte degli uomini si omologa al sistema più' prossimo e complesso nel quale vive, e cioè il suo nucleo culturale più' prossimo che può' essere la famiglia, i suoi amici di infanzia, la sua città, le sua regione e sempre più' diluendo quelle caratteristiche verso appartenenze via via più' blande e vaste.
Ma è più' facile armonizzarsi con se stessi o con l'ambiente? Quando nasce un uomo contiene un corredo genetico determinato da milioni di combinazioni, e questo corredo genetico si è modellato con lente mutazioni interagendo col sistema ambientale, per cui e' impensabile una condizione di solitudine esistenziale armonica.
Possiamo così affermare che l'uomo si riesce ad armonizzare meglio in società'. Ma così come l'uomo è una unita' funzionale , anche il gruppo di persone con il quale egli comincia a relazionarsi, è anch'esso un'unita' funzionale. A questo punto ne abbiamo due che si relazionano fra di loro: l'uomo e la società, che in realtà' è un solo sistema : la società. Ma chi armonizza la società' ? Cioe' chi disegna quelle linee sulle quali scorre il senso delle cose, che in definitiva fanno funzionare il sistema con minor spreco di energia e più' risultati possibili. Il problema è che chi ha questo compito deve sapere perché lo fa, e cioè deve avere la risposta al significato dell'esistenza, che anche per la società' ha lo stesso valore che per l'uomo.
Cioè perché un sistema sia armonico deve consumare il meno possibile per realizzare quello che gli serve. Si, ma cosa gli serve? Qual'è il suo fine?
I pensatori di ogni epoca hanno dato risposte determinanti per la proiezione evolutiva umana. I filosofi greci ed il cristianesimo in occidente insieme alle filosofie orientali, hanno dato le basi per elaborare delle risposte. Pare tuttavia che non si sia riusciti ancora a staccarsi dalla condizione terrena provvisoria. Non sono bastate due lordosi della colonna vertebrale a fare elevare l'uomo in uno sguardo verso il cielo e nemmeno una laringe che riesca ad articolare suoni di comunicazione tanto raffinati da elaborare una comunicazione armonizzante. Ancora si procede a testa bassa e troppe volte si abbaia.
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