venerdì 13 luglio 2012

IL SUICIDIO DEL PDL

Sono arrivati alla frutta, non sono niente senza il padrone. Lo hanno richiamato se no la prossima estate vanno tutti a raccogliere pomodori in Puglia. Solo che il rimedio che pensano di attuare ha le caratteristiche della disperazione. 
Il fatto stesso che lo hanno richiamato è la prova della nullita' della proposta politica. 
Un partito degno di questo nome dovrebbe reggersi sui propri valori, non su una persona. 
Ma è, come era, evidente che Forza Italia come il Popolo della Liberta' avevano come unico traino il sorriso del satrapo di Arcore, le sue promesse e le sue sparate mediatiche da venditore di fumo per quei poveri inebetiti ingenui dei suoi elettori. 
Questi non hanno ancora compreso che si è messo lì a fare politica quando il vento di mani pulite avrebbe fatto cadere  quella organizzazione messa su a Milano per riciclare il denaro della Mafia. L'unico modo per salvaguardare gli investimenti era quello di entrare nello Stato ai massimi livelli ed avere la legittimazione popolare. Aveva le reti televisive, l'appoggio della Mafia ( guarda caso:  dove ha preso i voti Forza Italia? ) e da allora ha moltiplicato gli affari delle proprie aziende ai danni dell'Italia.
Ha preso per il culo Bossi e quei quattro coglionazzi con gli elmi alati dei leghisti col federalismo per 20 anni, Fini e Casini quando se ne sono accorti anche loro lo hanno lasciato ( ma troppo tardi per rivendicare una residua dignita') è riuscito a far cadere la sinistra nel tranello della contrapposizione mediatica sapendo di avere in questo campo maggiori changes...e adesso ha ancora la faccia di tolla di ripresentarsi. 

Nessun commento:

Posta un commento

bonivinuti!

Archivio blog