Voi dite di seguire la Parola, e così avremo pace in terra e dopo la morte.
La parola di Dio è complicata così come è scritta, ed è piu' semplice così come si vede. Basta svegliarsi dal sonno che le culture somministrano agli uomini. Basta ritrovare la propria funzione, la propria utilità', il senso della vita, da solo. La vita di ogni uomo fa parte della vita dell'Universo ed in questa agisce ed è agita. E' una interrelazione. Noi non possiamo capire oltre la Vita perché non possiamo avere i mezzi del creatore. Il Conflitto Primario: questa l'inquietudine delle menti più' raffinate, la loro tensione al Divino fino all'estasi dei Santi. Il desiderio di conoscere il Padre, il Creatore, l'Artefice della mia coscienza di esistere. Ma non è dato saperlo. Quindi questa la prima regola, la sottomissione a questa ovvia conclusione: non possiamo conoscere Dio. Ma ci è consentito cercarlo. Ma allora che cosa dobbiamo intendere per Dio, visto che non lo possiamo conoscere?Dio lo possiamo intuire, come se io vedessi l'Opera senza vedere chi l'ha costruita, il frutto senza vedere l'albero, un libro senza sapere chi l'ha scritto. E allora cosa posso vedere di Dio? Quello che mi è dato vedere, cioè il mondo visibile, quello che posso misurare, quello che posso sperimentare, non solo con i sensi ma anche con le emozioni, con i pensieri, i sentimenti, tutto ciò' che mi è consentito provare. Tutto ciò che si relaziona a me. L'uomo in fondo è misura di tutte le cose di quelle che esistono e di quelle che non esistono per lui. Ci è consentito parlare di tutto quello che può' stimolare il nostro pensiero, e riteniamo utile solo quello che risponde alla coesione degli uomini, o meglio alla coesione di gruppi di uomini. E ci si puo' accontentare, non è poco, anche perchè non è detto che questa non sia la strada per conoscere un giorno l'Altissimo.
L'uomo cerca di trovare coesione con altri uomini sulle idee, perché ha capito che più' uomini con la stessa idea riescono trasformarla in pratica. Cavalca per questo il più' delle volte il carro di vincitori, o segue chi ritiene più' forte. Riesce così a trovare una collocazione funzionale. E così si segue Hitler o Mussolini, o Berlusconi, o Stalin, o Cristo e così via…con messaggi ovviamente di diverso valore, ma il punto è che chi li segue, non necessariamente lo fa per una scelta consapevole, ma il più' delle volte, lo fa per sentirsi parte e funzionale ad una azione che plasmi il mondo. Rappresentano, questi uomini, un peso quantitativo ( democratico) che contribuisce alla realizzazione dell'idea, ma ciò non necessariamente garantisce la bontà' dell'idea.
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