Il mio amico Cenzino Ciofi ha colto e completato perfettamente con una sua metafora in un commento, una mia riflessione su Facebook che riguardava il nostro istituto E.Fermi entrato in un progetto della NASA.
Mi capita di vedere schizzare opinioni da comari dalla bocca di giovani leoni e leonesse che dovrebbero esaltarsi nel costruire azzannando la storia e nobilitarla ...mentre invece trovano un miserevole appagamento nel vacuo e obliquo "jùdico"... attenzione, tipico di una cultura mafiosa, al quale si svende intelligenza per una illusoria speranza di sentirsi puliti nei confronti del "controppositore" di turno ...è vecchia politica che ci ha portato in disgrazia.
PIETA'DDINOISIGNOREPIETA'DDINOOOOJJJJJ !!!! cantavamo nella chiesa Matrice.
Qualcuno potrà chiedermi : e tu cos'hai fatto da giovane? Ero comunista e sognavo, volevo un mondo dove i meno abbienti avessero avuto la possibilità' di riscattarsi dalla schiavitù dell'ignoranza, non mi piacevano i privilegi assodati, guardavo con sospetto chi cercava potere, e poi volevo superare le barriere degli stati per realizzare una unica nazione, volevo giustizia per i più' deboli, volevo discutere, parlare di filosofia, di politica, di scienza, di poesia, di musica, di Dio, e per farla tonda, avevo amici anche fra chi simpatizzava col MSI e con la DC. E poi?
E poi non ce l'abbiamo fatta, i nostri rappresentanti sono scesi a "compromessi più' o meno storici" sono stati stregati dal potere, sono ancora lì che non mollano lo scranno ( oggi Veltroni pare abbia fatto un passo indietro ) e si sono fatti corrompere anche loro da stipendi ragguardevoli e comodità' di ogni tipo, oltre ad essere delle stars televisive. A nulla serve pesare chi piu' chi meno.
Noi siamo stati rabboniti in un turbinio di modernità' di plastica, sia quella vera che quella mediatica e non abbiamo avuto la capacita' di controllare l'ascesa della partitocrazia. Ma perdio! la spinta iniziale era buona...
Ora non posso che gridare ai giovani di ritrovare lo stupore della natura, di uscire ogni tanto dai circuiti informatici, di prendere coscienza del futuro che è stato già' venduto a caro prezzo dai mostri internazionali della finanza. Vorrei scusarmi con loro per non aver combattuto abbastanza e di "essere entrato in banca" come diceva Venditti al compagno di scuola. Adesso comunque, persa l'ingenuità' necessaria dell'utopia, mi ritrovo a gridare, usando il meglio del progresso mediatico ( come insegna il fenomeno del M5S) , non fosse altro per usare un mezzo di comunicazione a lunga gittata, a gridare ai giovani di svegliarsi dagli effetti di questa anestesia, di prendere coscienza che il mondo fra qualche decennio sarà' quello che loro hanno voluto ed hanno costruito in questi anni.
Si usi un linguaggio chiaro, diretto e non obliquo, al di la' delle persone, si considerino le loro idee invece, si dichiari che mondo si vuole, si parli di nuovi orizzonti, delle nuove sfide, di come aggiustare i danni che si stanno perpetrando sul pianeta, di una nuova visione del lavoro, di come gestire l'energia, il paesaggio, le citta', una nuova pedagogia per salvaguardare le future generazioni, la pace fra i popoli, il senso delle religioni. Questi ed altri devono essere i temi delle riflessioni dei giovani, altro che schizzare "corchie" (bucce ) di lupini come dice Cenzino e cadere in contrapposizioni tifose di bande di politicanti da strapazzo.