venerdì 9 novembre 2012

CRISI E WALFARE


La riduzione delle distanze intercontinentali con i nuovi mezzi di comunicazione e la penetrabilita' dei capitali selvaggi e dei manufatti provenienti dai paesi dell'est  è alla base di questa crisi dell'economia mondiale. Gli USA, l'Europa, che sono gli agglomerati umani a più' alto indice di civilizzazione stanno evidenziando un grosso limite sul piano della sostenibilita' degli standard di walfere.
Il costo della protezione delle classi più' disagiate, degli ammortizzatori sociali, della garanzia occupazionale, della sicurezza sul lavoro e sui prodotti manifatturieri, non è controbilanciata dalla rendita economica che dovrebbe sostenerli. Perché? 
Cio' succede perché il mercato mondiale operano paesi che non hanno questi standard di civiltà'. Se per esempio la Cina non ha uno standard  sociale come quello europeo, ma è in grado di produrre prodotti , anche se non identici, ma commercialmente più' competitivi di quelli europei perchè a loro costano meno, cade la sostenibilita' in Europa del walfare che non trova appoggio economico dal valore del prodotto interno. Da qui la necessita' dei tagli alla spesa pubblica e parimenti all'aumento delle tasse.
Per cui se non si interviene su una regolamentazione del mercato mondiale, permettendo gli scambi commerciali solo fra paesi che garantiscano gli stessi standard di civiltà', la crisi occidentale non potrà' che acuirsi e degenerare.

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