E beh si, Bersani non ha capito l'antifona.I grillini non possono appoggiare un governo del PD. Andrebbero contro il presupposto della loro battaglia. Non possono dare fiducia a chi non ha impedito che si arrivasse a questo stato di cose. Il PD dice che negli ultimi anni non hanno governato loro ma il PDL. E' vero, ma è anche vero che non sono stati in grado di dare dei segnali concreti di volonta' di cambiamento, tanto è vero che non sono riusciti a catalizzare una maggioranza per governare. E non diamo la colpa alla legge elettorale, che per quanto idiota ha consentito a Berlusconi di governare nella passata legislatura. La verita' è che non c'è stata una maggioranza significativa.
Perchè il PD non ce l'ha fatta ? Tanto per dirne una: per il solo fatto di partecipare a trasmissioni televisive accettando il confronto con esponenti del PDL, e cadendo nella trappola del teatrino nauseante che è stato proposto negli ultimi anni, li ha di fatto reso complici non dico delle squallide vicende Berlusconiane, ma della modalita' di affrontare le questioni. Bisognava sottrarsi a questo gioco delle parti. Non bisognava "giocare" proprio. Bisognava pensare ad altro, a proporre modelli, a dare esempi nelle amministrazioni che lasciassero intendere una volonta' di cambiamento reale, proporre modifiche alla condizione della casta. Per non dire del fatto che ci si sveglia adesso nel dire che bisogna ridurre gli stipendi dei parlamentari, del rimborsi elettorali ecc ecc... mi pare ingenuo attendersi credibilita'.
Diciamo la verità, il PD, attratto dalla facile e fin troppo ovvia battaglia antiberlusconiana, non è stato capace di intercettare le vere esigenze che nel paese andavano a profilarsi. Lo screditamento del Cavaliere, il mantenimento dei rapporti politico-economici delle amministrazioni locali, il non aver puntato lo sguardo fuori dalle logiche di partito, sono stati mefitici per il PD.
Adesso è troppo tardi. Già Renzi era stata una opportunita', non tanto per il valore del personaggio che sarebbe stato comunque da verificare sul piano nazionale, ma per dare un segnale di ristrutturazione radicale... niente, non ce l'hanno fatta. Hanno ragione i grillini, non sono credibili.
Adesso la palla è in mano a Napolitano. I grillini hanno dato una indicazione: un nome nuovo, di rottura, che attragga la fiducia sia del M5S che del PD e di chiunque volesse appoggiarlo, in pratica un Premier che non abbia nessun legame con i vecchi partiti, ma che comunque ne riceva fiducia. Un nome nuovo con una squadra di ministri anch'essi senza precedenti partitici. A questo punto il problema non è tanto la capacita' "politica" di un nuovo esecutivo, ma basta un governo e un premier neutro e serio, che faccia da lavagna sulla quale sia possibile scrivere quelle riforme condivise che dovranno essere votate, e vedremo se sara' così, in tempi rapidi, senza le solite interminabili diatribe inconcludenti, tipiche della politica gattopardiana degli ultimi decenni.



