venerdì 26 aprile 2013

come in primavera... di Cenzino Ciofi


                                          Ho letto il libro del mio amico Cenzino Ciofi.
Che Dio ti benedica! caro Cenzino, ho letto d'un fiato il tuo libro... che Dio ti benedica. 
Grazie per questo regalo, è arrivato come una cesta di cose buone a Natale, il cui unico difetto era quella di non aver avuto particolari meriti per riceverla. 
A parte quello di essere stato forse, insieme a tutti i Fuscaldesi più' o meno sessantenni, un risuonatore del tuo libro. Avrai avvertito l'armonizzazione eterica dei segnali di risonanza di tutti i lettori, e questo che leggi è il mio segnale. Un segnale di commozione nostalgica, ma anche di rabbia, di forzata rassegnazione. 
A dire il vero molto è stata misurata  nel tuo racconto l'invettiva  contro il mancato esito di tanto ricco fermento culturale, dileguatosi in una apatia vuota di energia. No, per carità nulla da addebitare ai residenti, certamente la colpa è di ben più' alti responsabili. Fuscaldo ed i fuscaldesi sono semplicemente esiti di una malattia ben più' profonda quanto incomprensibile, quasi occulta ai più' ma, mi permetto di dire non a noi che ne abbiamo più' volte descritto i tratti. 
Rabbia e forzata rassegnazione, dicevo, si perché sarebbe, nelle dinamiche della storia, auspicabile un continuum di travasi culturali tendenti al raffinamento dei sistemi sociali, ma è evidente che a noi tocca assistere a  quella fase di ristrutturazione che comporta la demolizione sperando in una ricostruzione. Le culture locali soccombono ai segnali più' ampi della globalizzazione economica e mediatica, impoverendo lo spessore vitale che le caratterizzava. 
Il tuo libro è un grido di testimonianza di quella fuscaldesità ormai in dissolvenza che riaffiora nella memoria, un grido rassegnato lanciato dall'altura del Convento verso l'immobile meraviglia del mare e del paesaggio che commuove chi ne ha goduto inconsapevolmente in gioventù' e adesso ne apprezza con una punta di nostalgia il sublime tramonto. Una voce che racconta l'armonia della nostra storia con la splendida natura circostante. 
E' la vita ! E noi qui a testimoniarne le contraddizioni, ci manteniamo in un equilibrio instabile, fra la voglia di continuare ad offrire al mondo i nostri valori e il timore di assistere al dissolvimento inesorabile del ventre che li ha generati.

Ma a prescindere da considerazioni, come dire , politiche, vorrei esprimerti un ringraziamento per aver massaggiato la mia memoria, soprattutto nei ricordi dell'agora'. L' immagine di combà Rafèl' i Nòzzulo stanco, ancheggiante e comunque altero, col vassoio verso il municipio, il linguaggio delle campane, le passeggiate in piazza in fila,  ed altro ancora, mi hanno davvero emozionato. Non dico niente dell'esposizione letteraria, non ne ho titolo. Dico solo che difficilmente si sarebbe potuto fare meglio. Grazie ancora, anche per avermi citato nel libro, e nel rinnovarti l'affetto e la stima ti abbraccio. 
Pino Cappadone



venerdì 5 aprile 2013

chi è causa del suo mal ...


Il problema è che Berlusconi si è attorniato di incapaci. La prova è che nell'ultima campagna elettorale se non interveniva in prima persona il PDL sarebbe scomparso dalla scena politica. Ragion per cui la schiera dei berluscones lo difende a spada tratta oltre ogni ragionevole dubbio sulla sua implicazione nei processi, adducendo al consenso elettorale la legittimità del loro capo. 

La sinistra, e soprattutto D'Alema hanno una grandissima responsabilita' per la situazione in cui ci troviamo, avendo dato il lasciapassare a Berlusconi  per rimanere nell'agone politico, quando per le sue caratteristiche imprenditoriali soprattutto nel campo della comunicazione, rappresentava un evidentissimo conflitto di interessi. Insomma che Berlusconi abbia fatto i suoi interessi è comprensibile data la natura del personaggio, ma che la sinistra glielo abbia permesso attraverso un iniziale accomodamento, dalla bicamerale in poi,  lo è meno. 

La successiva crociata antiberlusconiana è stata un disastro sul piano della strategia politica. Se era vero che il PDL difendeva e difende il Cavaliere dagli attacchi della magistratura per le ragioni espresse sopra, è anche vero che essere stati protagonisti di una contrapposizione personalistica ha allontanato il PD dai problemi scaturiti da una congiuntura finanziaria internazionali fra le piu' gravi  degli ultimi anni.Tutto ciò alla lunga non ha pagato in termini elettorali, o per lo meno non è stato sufficiente a garantire il cambiamento tanto auspicato da Bersani.  

Il PD ora dice, ma con grave ritardo, che non puo' trovare un accordo con "questa" destra, ma non per la natura della destra in se, ma per la natura di Berlusconi. 

Questo è il grave dilemma dal quale non se ne esce se non che con una improbabilissima mutazione genetica della rappresentaza politica alternativa alla sinistra. Dovrebbe accadere che Berlusconi uscisse di scena ( per cause divine) e che i vari Cicchitto, Gasparri, Gelmini, Santachè e compagnia cantando venissero sostituiti con altri personaggi degni di rappresentare la destra. 
Ma non c'è tempo, ed i miracoli sono rari a compiersi. 

E allora? Considerato che Grillo si sta dimostrando un bluff  sul piano politico, non ci resta che ingoiare il rospo e fare un governo di scopo con il PDL per risolvere quelle poche emergenze e andare subito dopo al voto, sperando in un cambiamento reale, soprattutto del PD. E si capisce a chi mi riferisco.









lunedì 1 aprile 2013

uno vale uno...


http://www.quitthedoner.com/?p=1452

In democrazia :
se uno vale uno... cioè, al massimo del tuo diritto, quando piu' vale la tua indipendenza, quanto piu' ti differenzi tanto piu' non vali niente... 

Copia il link...  interessante. 

bonivinuti!

Archivio blog